domenica 19 agosto 2012

 DEL FIATO IN CUI LA NOTTE GIACE

Mi velerò d'arancio
e svelerò la soglia del tuo venire
ché la pelle sempre acqua diviene
e la carne acceca come sale
Tengo il mare in una tasca
 e nell'altra un gabbiano giace
sazialo e fanne anima
Il Tempo in s'accerchia e danza
ché il cerchio non conosce inizio e fine
ed  il secondo muore
solo per far nascere il minuto
e sarò cerchio al tuo pensiero
ché la luce è ombra
del fiato in cui la notte giace

Spigolo De Spigolis

venerdì 17 agosto 2012

Che fiorisce al fremito muto della carne

E la vita scalza
mentre  picchia in petto
come libellula ubriaca d'aria
ed il Destino scioglie l'orma del suo rispetto
e t'acconcia d'ombra di pensiero
Mai sosterò nei miei confini
ché della radice mia non son radice
ed il confine mio radici non canta
Sono zingara inginocchiata sulla veste delle onde
c'è sempre  vento a nutrir le mie vene
Ho colto l'acqua dei tuoi viaggi e ti sei fatto sale
ché l'inchiostro è nera cenere di lacrima
che fiorisce al bianco fremito muto della carne

Spigolo De Spigolis - 17 Agosto 2012