martedì 22 maggio 2012

Porterò me stesso al confine del mondo per sentirne i profumi, gli odori, per sentire che la vita c'è, è presente in ogni atomo nella luce bianca del cielo, nella luce scura della terra. Porterò ogni mia cellula  nel centro dell'universo, sulla scia delle comete, un viaggio senza fine oltre le galassie, intorno al sole di un tempo e di una realtà che esiste solo nel cuore dei poeti. Strade invisibili percorrerò per rinnovare il mio esistere, per dare forma e sostanza a un nuovo essere.

venerdì 4 maggio 2012

Una goccia di rosso sparge ovunque il peso cromatico del mondo
è dentro ai miei sensi e gusto la bellezza selvaggia vestita con la pelle del tempo.
Sono ai confini del mio essere, proiettato lungo linee crude, asciutte, polverose e dubbie, ma sono vivo, galassia sconfinata in cerca di luce e simbiosi, 
stella implosa nel centro del suo stesso cuore.  

martedì 1 maggio 2012


Il vento scuote le onde ma è solo apparenza 
sotto la schiuma bianca che ama l'aria
e disperde il proprio seme in follia cromatica e caotica
tutto è calmo e maestoso.
La corrente giù in profondità ha stagioni sempre uguali,
segue il proprio pensiero e sembra non cambiare  mai la propria direzione.
I gorghi sono pensieri che si infrangono sugli scogli
ma qui dove l'occhio marmoreo del Dio del mare
brilla cigliato di coralli e riflessi argento tutto è integro,
la voce del mare è un sibilo, una scia, una sfera di luce
in cui mettere l'affanno del giorno
e lasciarlo scendere in profondità nella notte blu degli abissi
per non ritrovarlo mai più.



Il vento scuote le onde ma è solo apparenza 
sotto la schiuma bianca che ama l'aria
e disperde il proprio seme in follia cromatica e caotica
tutto è calmo e maestoso.
La corrente giù in profondità ha stagioni sempre uguali,
segue il proprio pensiero e sembra non cambiare  mai la propria direzione.
I gorghi sono pensieri che si infrangono sugli scogli
ma qui dove l'occhio marmoreo del Dio del mare
brilla cigliato di coralli e riflessi argento tutto è integro,
la voce del mare è un sibilo, una scia, una sfera di luce
in cui mettere l'affanno del giorno
e lasciarlo scendere in profondità nella notte blu degli abissi
per non ritrovarlo mai più.