mercoledì 30 novembre 2011



METAFISICA DEL VENTO


Parte di me vive in perenne esodo lungo le linee trasversali dei cieli.
In questi luoghi il mio essere non può che arrendersi al desiderio di ampliarsi al di là dell'immaginabile ovvietà e andare oltre, oltre,oltre.
Qui sulla terra lo spazio  è troppo pieno di ogni cosa, troppo pieno di contorni prima immaginati e poi materializzati dai creatori di illusioni, dalle  trappole del  troppo pensare e questo mondo è come il cubo edificato alla base  della razionalità.
Io non posso concepire i limiti, perchè io sono vento, e non lambisco i cornicioni delle case  incolore e i muri polverosi eretti per cancellare gli orizzonti, io sono portatore di  vita,   io ho vita e tutto in me scivola  dall'onda lungo la deriva delle navi, sciogliendosi nel tessuto di vele immateriali sempre più in alto sugli oceani della fertilità, e mi  unisco  ad ogni respiro di uomo  che come me è capace di offrire tutto se stesso alla causa primaria della propria esistenza creativa, per essere portatore di bene  e di rinnovamento.
E ancora,  abito case di terra che ad ogni mio passaggio cambiano di forma e di sostanza sotto la forza inavvicinabile delle mie mani d'etere e di pioggia, così io sono il cambiamento che non ti aspetti, l'imprevedibile e il nuovo coraggio che viene dopo le piene d'acqua del tuo cuore bambino.
Non puoi giocare con me, ti bruceresti i piedi nel tentativo di prendermi e rinchiudermi nel tuo mondo troppo piccolo per contenermi, non puoi immaginare i miei mille colori se  per un'istante almeno  i tuoi occhi non si rendono ciechi  al mondo e le tue ombre non si dileguano in luce sciogliendosi abbagliate dai raggi di un'alba radiosa,  in un'arpeggio di  giocose trame di nubi e cieli.
Se tutto ciò che ami ha profumo di rosa allora saprai incontrarmi, se nell'essenza del vermiglio tuo cuore il  battito si scoprirà come il suono di una terra antica elevatasi dalle macerie del tuo esteso essere allora anche le rocce avranno voce e tu, nel sibilo dell'universo ritroverai tutto ciò che io portai con me, lontano, per conservarne   fragranza  e melodia   così che tu potessi ritrovarlo nel giorno del tuo ritorno alla terra di Eden, nei luoghi dell'eterna tua primavera, tra le erbe, i fiori, le sillabe immacolate della creazione. Perchè io sono vento e amo ogni tuo ondeggiare, ogni tuo fremito, tu che ti credi  fragile, nato da un desiderio di carne,  sei immagine speculare     dell'oltrespazio,  in viaggio tra le spirali della luce e dell'essenza primaria. .    
  


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