martedì 17 maggio 2011

INCONTRO CON LA PAROLA

Fu prima di ogni cosa creata
 il Verbo
passò i confini di tutti i regni , di tutti gli spazi
e arrivò fino a noi come lo schiocco di una frusta di tuono
rovesciandosi come pioggia terribile
sull'anima del mondo
per rendersi visibile in tutto il suo immenso potere
e in tutta la sua terrificante bellezza.
La carne e il sangue si inebriarono
schiavi di un nettare dolce
invece di innalzarsi oltre gli spazi, al di la di ogni impossibile verticalità
l'anima discese e si piegò al volere dei sensi fino a perdersi nella corrente materiale che prepotentemente offri l'illusione della libertà
Quando il verbo lasciò il blu cobalto della maternità
abbandonando il colore vergine nel quale fu deposto il proprio seme
incominciò a radicarsi, si fece stelo, prima sottile poi sempre più rigido e inflessibile
nutrito solo della linfa odorosa del suo stesso ego,
il tronco duro e calloso divenne capace di inerpicarsi sull'immorale verticalità
dei sillogismi mentali
iniziò a correre lungo le vertiginose discese dei sensi
crebbe di gambe e spalle per sentirsi forte
precipitandosi nell'impeto della sua giovinezza,
senza fermarsi nel tumulto, generando caos e rumore
dentro a cui l' imperfezione
non fu più riconoscibile.
Passò oltre la tempesta lasciando ovunque segni di corruzione
nei solchi profondi tracciati nelle aride vene di terreni incolti
rimasero sassi, sabbie grumose adatte solo a segnare il tempo nelle vetrose, liscie clessidre dell'umana ragionevolezza
l'uso infecondo del tempo fece il resto generando il vuoto
l'ampolla scura contenitore di velenosi effluvi di nebulose
imprigionate sul fondo di abissi infernali contiene ancora in se
dopo secoli e secoli altre collere,
altri isterismi, rabbie e frustazioni.
Senza più memoria della propria origine la parola ha rovesciato mondi
ha innalzato torri di piombo, d'acciaio e  di potere
ha reso infeconde le idee fino a renderle scheletriche avanguardie di sofferenza
Ciò che è rimasto dell'antico potere e della cristallina bellezza
va cercato nella frammentazione, dentro le ossa spezzate e doloranti del mondo
ma anche nella volontà, nel coraggio, nella speranza di avanguardie silenziose
che strisciano sotto le cortine di fumose e logoranti battaglie.
Piccoli uomini vestiti in uniformi di luce risalgono le colline pietrose fino alla cima,
innalzando bandiere silenziose nel vento
lasciando segni della loro presenza e allontanandosi dai luoghi oscuri
proteggendo piccole creature indifese, semi di un nuovo tempo di cui loro,
i poeti
sono madri e padri capaci di ritrovare nella loro intima natura
l'origine della vita
così come fu concepita all'inizio dei tempi




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